Monetazione di Terina

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Statere, circa 440-425 a.C.
Testa della ninfa Terina, con ampyx e collana, entro corona di ulivo [T]EPI-NAION, Nike seduta su hydria; tiene corona e caduceo
AR; 7,27 g
Statere, circa 440-425 a.C.
Testa della ninfa Terina, con ampyx e collana, entro corona di ulivo Nike seduta su sgabello, con corona nella destra e caduceo nella sinistra. Tracce di TEPINAIΩN
AR; 6,66 g
emiobolo (?), circa 440-425 a.C.
Testa della ninfa Terina TE entro circolo
AR; 0,35 g
Statere, circa 420 e il 400 a.C.
Testa della ninfa Terina, dietro lettera Π Nike seduta su plinto, tiene un kerykeion con la mano destra
AR; 8,02 g
Statere, circa 420 e il 400 a.C.
Testa della ninfa Terina, dietro lettera Π Nike seduta su plinto, tiene un piccolo uccello nella mano destra; dietro lettera Π
Dracma, circa 300 a.C.
Testa della ninfa Terina, con orecchino a tre pendenti e collana; TEPINAIΩN davanti, triskele dietro Nike seduta su plinto, tiene il kerykeion con la mano destra; mano sinistra poggiata sul plinto
AR; 2,29 g

La monetazione di Terina, che fa parte della monetazione del Bruttium e riguarda la città di Terina, si sviluppa in un ampio spazio di tempo, da circa il 460 a.C. al 275.

Contesto storico

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Lo stesso argomento in dettaglio: Terina.

Terina fu fondata dai Crotoniati verso la fine del sesto secolo a.C. in una località sulla costa tirrenica non identificata esattamente, vicino a Santa Eufemia.

Ebbe conflitti con Thurium e fu conquistata dai Brettii nel 356[1][2] e verso il 330 da Alessandro il Molosso[3].

La città fu distrutta da Annibale.

Contesto monetario

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Lo stesso argomento in dettaglio: Monetazione del Bruttium.

Le prime emissioni sono della metà del V secolo e sono legate, per quello che riguarda le caratteristiche metrologiche, alla contemporanee emissioni di Crotone, con uno statere di ca. 8 grammi.

Il tipo ricorrente presenta al dritto la testa di una ninfa e al rovescio una Nike, per lo più seduta o su uno sgabello o, più spesso, su una roccia.

In un primo periodo, definito älterer Stil (stile più vecchio), da Regling[4], furono coniati stateri, dracme e dioboli di stile arcaico. Questa monetazione è collocata nel periodo 480-450 a.C. da Regling[4]. La datazione è ribassata al 460-440 da autori successivi[5].

In queste prime monete, Regling 1-4, al dritto è raffigurata una testa femminile di stile arcaico con i capelli legati da un nastro e al rovescio una Nike alata state.

La legenda al dritto è ΤΕΡΙΝΑ per Regling 1-2, ΤΕΡΕΙ per Regling 3 e ΤΕΡΙΝΑΙΟΝ per Regling 4. Il rovescio di Regling 1 ha la legenda ΑΚΙΝ, NIKA con scrittura retrograda.

In tutte le monete la lettera iota è nella forma oppure .

Accanto agli stateri sono coniate dracme e dioboli. Le dracme sono simili agli stateri e i dioboli si differenziano per il rovescio che presenta solo la legenda ΤΕΡΕ in varie forme.

Un secondo periodo è denominato entwickelter Stil (dello stile evoluto) da Regling, ed è da lui collocato negli anni 445-425[6]. Anche la datazione di questa fase è leggermente ribassata da autori successi[5], in questo caso al 440-425.

Negli stateri al dritto è raffigurata una testa femminile, interpretata anche in questo caso come la ninfa Terina[6].

Al rovescio c'è una Nike seduta, che tiene nella mano destra protesa in avanti una corona di alloro. Nella mano sinistra tiene a volte un caduceo. In alcune monete la Nike è seduta su un'idria, in altre su uno sgabello e in altre ancora su un cippo[5]. L'etnico è ora scritto per esteso nella forma ΤΕΡΙΝΑΙΟΝ o ΤΕΡΙΝΑΙΩΝ.

Agli stateri sono associati trioboli, dioboli e oboli. In tutte queste frazioni al dritto è raffigurata una testa di ninfa.

Nei trioboli il rovescio può avere gli stessi tipi degli stateri oppure c'è una figura femminile stante in atto di sacrificare presso un altare. Nel primo caso l'etnico è ΤΕΡ, mentre nel secondo è ƎT[7].

Per dioboli c'è una sola variante: al dritto la testa di ninfa e al rovescio una Nike in volo e l'etnico è ΤΕΡΙ con scrittura retrograda. Negli oboli al rovescio c'è solo la legenda, ΤΕ o ƎT[7].

Tra il 425 e il 420 è coniato un gruppo stateri che recano al dritto la lettera Φ[7][8].

Questi stateri hanno solo due conii per il dritto (Regling R e S) cui sono associati diversi conii per il rovescio.

Il primo conio di dritto, indicato con la lettera R da Regling, presenta una testa di ninfa volta a destra con l'etnico ΤΕΡΙΝΑΙΟΝ davanti. Nel secondo, indicato con la lettera S da Regling, manca l'etnico e la testa è circondata da una corona di ulivo. In entrambi i conii dietro alla ninfa c'è la lettera Φ[8].

Regling ritiene che sia la firma dell'artista e chiama il periodo dell'"artista Φ".

I rovesci vedono la Nike per lo più seduta, o su un cippo o su un'idria. In genere anche al rovescio c'è l'etnico nella forma ΤΕΡΙΝΑΙΟΝ o simile e la lettera Φ[7].

Il gruppo di stateri precedenti è seguito da un gruppo di monete coniate tra il 420 e il 400 a.C.; le monete sono caratterizzate dalla frequente presenza della lettera greca Π, in una forma arcaica, [7]. Regling per questo motivo lo chiama periodo dell'"artista Π"[8].

Esiste anche una moneta in cui un conio con la lettera Π del rovescio è associato con uno con la lettera Φ del dritto[7][8]. La moneta è catalogata come Regling 35, HN Italy 2595, ecc.

Il gruppo è costituito da stateri, dracme e frazioni.

Negli stateri al dritto è raffigurata una testa femminile. La Π è per lo più dietro la testa. L'etnico è nella forma ΤΕΡΙΝΑΙΟΝ[7].

Al rovescio c'è la Nike, a volte stante e a vate seduta su un cippo. In un primo periodo la Nike ha un caduceo, poi ha uno scettro, che può terminare in altro con un uccello o un frutto di melograno. Ci sono anche altre varianti[7]. Holloway e Jenkins ne enumerano in tutto una trentina[9].

Nella dracma e nelle altre frazioni, al dritto c'è sempre la testa femminile. Al rovescio nella dracma e nel triobolo la Nike è seduta. Nel diobolo la Nike è in volo e nell'obolo è invece raffigurato un granchio e l'etnico è riportato come ΤΕΡΙ o ΤΕΡ[7].

Questa fase è databile nel periodo 400-356[7]. Le monete sono quelle catalogate su HN Italy da 2627 a 2632, su Holloway da 82 a 93 e su Regling da 76 a 84. Le monete coniate sono stateri, dracme e trioboli. Regling divide la fase in due denominate "neuer Stil" e "der reiche Stil"[10].

Gli stateri al dritto presentano la testa della ninfa Terina e l'etnico nella forma ΤΕΡΙΝΑΙΩΝ[7]. Al rovescio c'è una Nike seduta su un cippo che tiene in mano una patera o un piccolo uccello. In un conio si vede al rovescio un granchio[7].

Agli stateri sono associati dracme e trioboli. Su tutti c'è al dritto la testa della ninfa e al rovescio la Nike seduta[7][11].

Nel periodo 350-300 sono coniati stateri, dracme, frazioni, in questo caso dioboli[11].

I tipi sono i soliti con la testa di ninfa al dritto e la Nike seduta su un cippo al rovescio.

Intorno al 300 a.C. vengono coniate delle dracme e degli statere. Mentre la dracma presenta i tipi visti in precedenza, gli stateri presentano i tipi del "Pegaso", la tipica moneta di Corinto e imitata in molte parti del mondo greco[11]: al dritto c'è la testa di Atena con l'elmo corinzio e al rovescio è inciso il Pegaso, che dà il nome alla moneta. L'etnico in questo casa è rappresentato dalle prime lettere della comunità, TE, legate tra loro[11].

Oltre alle monete d'argento fin qui esaminate, la comunità emise anche, tra il 350 e il 275 a.C., diverse monete in bronzo.

Un primo gruppo ha al dritto una testa femminile associata al rovescio a varii tipi: un granchio, una lepre o un ippocampo.

Un altro ha al dritto una maschera leonina e al rovescio una testa di Apollo. Un altro ancora alla testa di Apollo è associato un Pegaso. Un ultimo gruppo presenta tipi simili all'argento, con una testa di Ninfa al dritto associata a una Nike seduta[11].

Thomson e al. (IGHC) riportano 28 ritrovamenti di ripostigli con monete di Terina[12].

IGCH Località anno
ritrov.
data
sepol.
n° pezzi monete di
Terina
altre città
1898[T 1] Cotrone 1927 c. 430 a.C. 130+ AR 7 stateri Taras: 20 st.; Laus: 1 st.; Metapontum: 12 st.; Poseidonia: 4 st.; Sybaris: 1 st.; Thurium: 4 st., 2 fr.; Velia: 1 st., 2 fr.; Caulonia: 22 st., 1 fr.; Croton: 41 st., 3 fr. Altre probab. intrusive
1900[T 2] Vicino a Taranto
("Oecist Hoard"),
ca. 1948 425-420 a.C. 800? AR 9 st. Taras: 143 st.; Heracleia: 1 st. ; Laus: 2 st.; Metapontum: 58 st.; Poseidonia: 12 st. ; Sybaris: 9 st.; Thurium: 64 st.; Velia: 2 st.; Caulonia: 43 st.; Croton: 109 st.
1906[T 3] Sant'Eufemia Lamezia 1949 400 a.C. 147 AR 27 st.; 1 emidr. Taras: 20 st.; Metapontum: 13 st.; Poseidonia: 7 st.; Sybaris: 4 st.; Thurium: 38 st.; Velia: 16 dr.; Caulonia: 7 st.; 2 dr.; Croton: 15 st.
1908[T 4] Calabria 1864 390 a.C. 97 AR 10 stateri Taras: 17 st.; Metapontum: 10 st.; Thurium: 26 st.; Caulonia: 13 st.; Croton: 19 st.; Pandosia: 1 st.; Corinto: 1 st.
1909[T 5] Caulonia 1915 389 a.C. 18 AR 1 statere Sybaris: 1 st., 1 emidr.; Thurium: 4 st., 3 emidr.; Caulonia: 3 st.; Croton: 4 st., 1 emidr.
1910[T 6] Vito Superiore, presso Reggio Calabria 1939 c. 387 a.C. 134 AR 1 statere Rhegium: 6 tetradr.; Acragas: 1 tetradr., 6 didr.; Camarina: 4 tetradr.; Catana: 5 tetradr.; Gela: 5 tetradr.; Leontini: 8 tetradr.; Messana: 30 tetradr.; Naxus: 1 didr.; Selinus: 1 tetradr.; Syracusae: 41 tetradr. Siculo-Puniche: 4 tetradr. (Ziz), 7 tetradr.; Atene: 1 tetradr.; Corinto: 8 Pegasi; Ambracia: 4 Pegasi; Leucas: 1 Pegasus
1916[T 7] Costa ionica 1908 375-60 a.C. AR pochi stateri Taras: molti st.; Metapontum: molti st.; Thurium: molti st.; Croton: molti st.; Corcyra: moltissimi st. (100 ?); Pegasi (Corinto, Leucas, Ambracia)
1917[T 8] Italia meridionale 1887 c. 370 a.C. 22+ AR c. 12 stateri Taras: 3 st.; Thurium: ? st.; Caulonia: alcuni st.; Croton: 1 st.
1923[T 9] Altamura 1960 metà IV sec. a.C. 172 AR 11 stateri Taras: 52 st.; Heracleia: 1 st.; Metapontum: 30 st.; Poseidonia: 8 st.; Sybaris: 3 st.; Thurium: 19 st.; Velia: 20 st.; Caulonia: 10 st.; Croton: 18 st.
1924[T 10] Taranto, Corti Vecchie 1916 c. 345 a.C. 336 AR 15 stateri Taras: 104 st.; Heracleia: 5 st.; Laus: 1 st.; Metapontum: 46 st.; Poseidonia: 26 st.; Thurium: 64 st.; Velia: 33 st.; Caulonia: 17 st.; Croton: 24 st.; Sybaris: 1 st.
1925[T 11] Paestum 1937 c. 340-330 a.C. 210 AR 9 stateri Taras: 64 st.; Heracleia: 2 st.; Metapontum: 34 st.; Poseidonia: 12 st.; Thurium: 1 dist., 42 st.; Velia: 16 st.; Caulonia: 9 st.; Croton: 19 st.; Leucas (Acarnania): 1 Pegasus; Sybaris: 1 st.
1926[T 12] Lizzano 1950 c. 340-330 a.C. 43+ AR, 1 AE 2 stateri Taras: 14 st.; Metapontum: 6 st.; Poseidonia: 1 st.; Thurium: 9 st.; Velia: 2 st.; Caulonia: 6 st.; Croton: 3 st.; Molossi: 1 AE
1928[T 13] Carosino 1905 334-330 a.C. c. 230 AR 1 statere Taras: 75 st., 16 diob.; Heracleia: 2 st.; Metapontum: 10+ st.; Poseidonia: 1 st.; Thurium: 12 st.; Velia: 2 st.; Caulonia: 5 st.; Croton: 7 st.
1930[T 14] Taranto c. 1937 c. 330 a.C. 70+ AR statere Taras: st.; Metapontum: st.; Thurium: 60-70 dist.; Velia: st.; Croton: st.
1931[T 15] Lucania 1865 330 a.C. 26 AR 3 stateri Hyria: 3 st.; Neapolis: 2 st.; Nola: 1 st.; Taras: 3 st.; Heracleia: 1 st.; Metapontum: 2 st.; Thurium: 1 st.; Velia: 4 st.; Croton: 3 st.
1936[T 16] Sala Consilina 1922 fine IV secolo a.C. 85 AR 6 AR Neapolis: 1; Taras: 21; Heracleia: 1; Metapontum: 14; Poseidonia: 2; Sybaris 1; Thurium: 18; Velia: 2; Caulonia: 11; Croton: 8;
1940[T 17] Palombaio 1910 IV secolo a.C. 16 AR 1 statere Taras: 9 st.; Heracleia: 1 st.; Metapontum: 5 st.
1947[T 18] Grimaldi 1933 c. 300 a.C. 30 AR 2 trioboli Taras: 1 st., 14 diob.; Heracleia: 1 st., 1 diob. Metapontum: 1 st.; Thurium: 1 st., 5 diob.; Velia: 3 st.; Croton: 1 st.
1952[T 19] Ruvo 1877 c. 300 a.C. 57 AR 1 AR Taras: 17; Heracleia: 16; Metapontum: 19; Thurium: 1; Croton: 2; Thyrrheium: 1
1960[T 20] Valesio 1935 c. 300-280 a.C. 19 AR 1 statere Taras: 7 st.; Heracleia: 2 st.; Metapontum: 6 st.; Thurium: 1 st.; Roman Rep.: 2 st.
1961[T 21] Oppido Lucano ? c. 280 a.C. 77 AR 1 frazione Neapolis: 13 st.; Taras: 3 st., 2 dr., 2 diob., Metapontum: 1 st.; Thurium: 5 st., 16 triob.; Velia: 28 st. ; Locri: 1 st.; Repubblica Romana: 1 st.
1963[T 22] Monteleone di Calabria (ora Vibo Valentia) 1927 c. 280 a.C. c. 70 AR 1 statere Metapontum; Thurium; Velia: 7 st.; Croton: 4 st.; Locri: 9 st.
1965[T 23] Monacizzo 1908 300-280 a.C. 2 AV, 66 AR 1 statere Taras: 1 AV st., 1 AV dr., 56 st.; Heracleia: 1 st.; Metapontum: 5 st.; Poseidonia: 1 st.; Thurium: 1 st.; Velia: 1 st.
1969[T 24] Soverato 1914 inizi III sec. a.C. c. 32 AR 1 statere (A) Lotto A: Taras: 1 st.; Heracleia: 1 diob.; Metapontum: 1 st.; Velia: 7 st.; Locri: 2 st.; Corinto: 1 Peg.; Argos: 2 Peg.; Thyrrheium: 1 Peg. Lotto B: Taras: 1 diob.; Metapontum: 1 st.; Velia: 9 st.; Croton: 1 st.; Locri: 1 st.; Anactorium: 2 Peg.
1971[T 25] Mesagne 1907| Inizi III secolo. a.C. 137 AR 2 stateri Neapolis: 35 st.; Nola: 1 st.; Taras: 5 st.; Heracleia: 1 st.; Metapontum: 3 st. ; Poseidonia: 5 st.; Thurium: 7 st.; Velia: 15 st.; Croton: 4 st.; 1 dr.: Locri: 1 st.; Acarnanian pegasi: 55; Rep. Romana: 2 st.
1977[T 26] Torchiarolo 1926 c. 270 a.C. 1849 AR 3 stateri, 32 frazioni Peripolium: 1 fr.; Cumae: 1 st.; Hyria: 4 st.; Neapolis: 6 st.; Nola: 5 st.; Arpi: 1 fr.; Taras: 27 st.; 1418 fr.; Heracleia: 1 st., 70 fr.; Laus: 2 fr.; Metapontum: 27 st.; 22 fr.; Poseidonia: 8 st.; 13 fr.; Thurium: 16 st.; 84 fr.; Velia: 10 st.; 4 dr.; Caulonia: 2 st.; 2 fr.; Croton: 6 st.; 16 fr.; monetazione di Sybaris: 2 st., 11 fr.; Pandosia: 1 fr.; ; Pegasi: 11 st. (Corinto 4, Anactorium 3, Leucas 2, Thyrrheium 2); Roma (Rep.): 1 st.; Non identificate: 42
2169[T 27] Avola 1888 fine IV in. III secolo a.C. c. 150 AR 1 dracma Corinto: 21 Pegasi, 1 trihemidr., 18 dr.; Anactorium: 3 Pegasi; Argos: 4 Pegasi; Leucas: 2 Pegasi; Syracusae: 1 Pegasus; 2 dr.
2187[T 28] Sicilia [T 29] in. III secolo a.C. 169 AR 1 pegaso Pegasi (Corinto: 47 st., 10 dr.; Acarnania: 1; Alyzia: 2; Ambracia: 19; Anactorium: 12; Argos: 9; Coronta?: 1; Dyrrhachium: 6; Echinus?: 1; Hipponium: 1; Leucas: 40; Locri: 1; Metropolis: 1; Syracusae: 2; Thyrrheium: 1); non catal.: 2 st.; 1 dr. Al ripostiglio sono anche associati dei bronzi ma non è sicuro che ne facciano parte: Capua?: 3; Brettii: 1; Acragas: 1; Syracusae: 25; Siculo-Puniche: 1; Argos: 2
  1. ^ Diodoro Siculo, XVI, 15, 1
  2. ^ Livio, VII, 24, 4
  3. ^ Strabone VI, 1, 5
  4. ^ a b Regling, pp. 7-8.
  5. ^ a b c HN Italy, p. 193.
  6. ^ a b Regling, pp. 8-13.
  7. ^ a b c d e f g h i j k l m HN Italy, pp. 194-195.
  8. ^ a b c d Regling, pp. 13-17.
  9. ^ H/J, 41-71.
  10. ^ Regling, pp. 27-29.
  11. ^ a b c d e HN Italy, p. 196.
  12. ^ IGHCpassim.

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