Coordinate: 37°33′25.13″N 77°28′26.26″W

Uovo di Pietro il Grande

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai alla navigazione Vai alla ricerca
Uovo di Pietro il Grande
Anno1903
Primo proprietarioAleksandra Fëdorovna Romanova
Attuale proprietario
Istituzione o individuoMuseo di belle arti della Virginia
Acquisizione1947
Fabbricazione
Mastro orafoMichael Perkhin
MiniaturistaB. Byalz.
MarchiK. Fabergé 1903 - le iniziali di Mikhail Perkhin - punzone di San Pietroburgo 1896-1908
Caratteristiche
Materialioro, platino, diamanti, rubini, zaffiri, smalto, bronzo, cristallo di rocca e acquerello su avorio.
Altezza10,80 cm
Diametro7,94 cm
Sorpresa
Modellino alto 39 mm. del monumento a Pietro il Grande sulla Neva, a San Pietroburgo
MaterialiBronzo, zaffiro, oro.

L'Uovo di Pietro il Grande è una delle uova imperiali Fabergé, un uovo di Pasqua gioiello che l'ultimo Zar di Russia, Nicola II donò a sua moglie, la Zarina Aleksandra.

Fu fabbricato nel 1903 a San Pietroburgo nel laboratorio di Michael Perkhin per conto del gioielliere russo Peter Carl Fabergé della Fabergè. Le miniature furono dipinte da B. Byalz.[1]

Per questo uovo Fabergè emise una fattura di 9.760 rubli.[2]

Nel 1930 l'Antikvariat di Mosca vendette l'uovo ad uno sconosciuto acquirente americano.[3] per 4.000 rubli,

In seguito Alexander Schaffer di A la Vieille Russie di New York lo acquistò pagando un dazio all'importazione di circa 1.000-1.500 dollari alla dogana dove era rimasto, non reclamato, dal 1933.[1]

Nel 1944 fu acquistato da Lillian Pratt di Fredericksburg, Virginia (1876–1947) e nel 1947 lasciato in eredità al Virginia Museum of Fine Arts a Richmond, dove resta in mostra permanente nella European Decorative Art Collection.[4]

L'Uovo di Pietro il Grande celebra il duecentesimo anniversario della fondazione di San Pietroburgo nel 1703. È fatto di oro rosso, verde e giallo, platino, diamanti taglio rosetta, rubini, zaffiri, smalto, cristallo di rocca e miniature ad acquerello su avorio. L'uovo misura 10,80 per 7,94 (diametro) centimetri,[5] è decorato in stile rococò, con volute disegnate da diamanti.

Il corpo dell'uovo è coperto di foglie di alloro, rose e giunchi cesellati in oro verde a 14 carati, a simboleggiare la fonte delle "acqua di vita"; le infiorescenze sono realizzate con rubini quadrati. Sulla parte superiore vi è una corona smaltata che circonda il monogramma di Nicola II. La parte inferiore dell'uovo è decorato con l'aquila imperiale a due teste, in smalto nero e coronata con due diamanti.[4]

Il guscio presenta quattro miniature ad acquerello, coperte da cristallo di rocca, che rappresentano il "prima" e "dopo" di San Pietroburgo nel 1703 e 1903. Sulla parte anteriore è raffigurato il Palazzo d'Inverno, la residenza ufficiale di Nicola II, com'era nel 1903, due secoli dopo la fondazione di San Pietroburgo. Opposta a questo, sulla parte posteriore dell'uovo, a rappresentare la fondazione di San Pietroburgo sulle rive del fiume Neva, è dipinta la casetta di tronchi costruita, secondo la tradizione, da Pietro il Grande in persona. Ai lati dell'uovo vi sono i ritratti di Pietro il Grande nel 1703 e Nicola II nel 1903. Le date 1703 e 1903, in diamanti, appaiono su entrambi i lati del coperchio sopra i dipinti della capanna e del Palazzo d'Inverno, rispettivamente.[4]

Al di sopra e al di sotto delle miniature l'uovo è circondato da nastri drappeggiati in smalto bianco opaco, con iscrizioni nere in caratteri cirillici che recitano:

Il cavaliere di bronzo.

Quando il coperchio dell'uovo viene sollevato la sorpresa appare dinanzi ad uno sfondo solare di smalto traslucido giallo: un meccanismo all'interno solleva un modello in miniatura in bronzo del monumento a Pietro il Grande sulla Neva, che poggia su una base di zaffiro, è circondato da una ringhiera d'oro cesellato, a sua volta circondata da catene appese a supporti piantati su un pavimento d'oro cesellato. Il modello, rimovibile è alto 39 millimetri ed è opera di Gerogii Malychevin.[1]

La sorpresa è un riferimento ad una leggenda del XIX secolo secondo la quale nessun nemico conquisterà San Pietroburgo fino a quando "il cavaliere di bronzo" resterà in mezzo alla città.[4]

  • (EN) David Park Curry, Faberge, Virginia Museum of Fine Arts, 1995.
  • (EN) Arthur L. George, St. Petersburg: Russia's Window to the Future, The First Three Centuries, Taylor Trade Publishing, 2003.

Voci correlate

[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti

[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni

[modifica | modifica wikitesto]
  • (EN) Roy Proctor, Fabulous Fabergé - Pratt art collection glitters at Virginia Museum of Fine Arts [collegamento interrotto], in Stafford County Sun, 06 luglio 2011.
  • (EN) Imperial Peter the Great Egg, su Fabergé Imperial Easter Eggs - Index, Matt & Andrej Koymasky, 21 luglio 2005. URL consultato il 15 agosto 2016.