Roh Tae-woo

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Roh Tae-woo
노태우
盧泰愚

Presidente della Corea del Sud
Durata mandato25 febbraio 1988 –
25 febbraio 1993
PredecessoreChun Doo-hwan
SuccessoreKim Young-sam

Presidente del Partito Democratico Liberale
Durata mandato9 maggio 1990 –
28 agosto 1992
Predecessorecarica istituita
SuccessoreKim Young-sam

Presidente del Partito della Giustizia Democratica
Durata mandato5 agosto 1987[1] –
2 febbraio 1990
PredecessoreChun Doo-hwan
Successorecarica abolita

Ministro degli affari interni della Corea del Sud
Durata mandato28 aprile 1982 –
6 luglio 1983
Capo del governoYoo Chang-soon
Kim Sang-hyup
PredecessoreSuh Jong-hwa
SuccessoreChu Yong-bok

Ministro degli sport della Corea del Sud
Durata mandato20 marzo 1982 –
28 aprile 1982
Capo del governoYoo Chang-soon
Predecessorecarica istituita
SuccessoreLee Won-kyong

Dati generali
Partito politicoPartito della Giustizia Democratica
(1980-1990)
Partito Democratico Liberale
(1990-1992)
Indipendente
Titolo di studioBachelor of Science
UniversitàAccademia Militare Coreana
FirmaFirma di Roh Tae-woo 노태우 盧泰愚
Roh Tae-woo
NascitaDaegu, 4 dicembre 1932
MorteSeul, 26 ottobre 2021
Dati militari
Paese servito Corea del Sud
Forza armata Esercito della Corea del Sud
Anni di servizio1950 - 1981
GradoGenerale
GuerreGuerra di Corea
Guerra del Vietnam
Comandante diComando di sicurezza della difesa
Comando di difesa della capitale
9ª Divisione di fanteria
Studi militariAccademia militare coreana
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Roh Tae-woo[3] (노태우?, No Tae-uLR; Daegu, 4 dicembre 1932Seul, 26 ottobre 2021[2]) è stato un generale e politico sudcoreano, che ha ricoperto la carica di presidente della Corea del Sud dal 1988 al 1993.

Nel suo discorso di insediamento promise l'avvio di un processo di democratizzazione, che avrebbe introdotto libertà e diritti umani inviolabili, assicurando la sicurezza economica e della nazione.[4]

Roh inaugurò la Sesta Repubblica della Corea del Sud, promulgando il 29 ottobre 1988 la Costituzione democratica che gli elettori avevano approvato col referendum del 27 ottobre 1987.[5] Grazie alla sua vicinanza ai chaebol, di cui promuoveva gli interessi in cambio di tangenti, ha costruito una fortuna di 650 milioni di dollari.

In seguito alla campagna anti-corruzione condotta dopo il 1993 dal suo successore Kim Young-sam, e all'interrogatorio sul loro ruolo nella rivolta di Gwangju del 1984, Roh Tae-woo fu condannato, così come il suo predecessore Chun Doo-hwan. La condanna di Roh Tae-woo a ventidue anni e mezzo fu ridotta a diciassette anni in appello, prima di essere rilasciato all'inizio del 1998 per intervento del nuovo presidente Kim Dae-jung.[6]

Gran Maestro e Cavaliere dell'Ordine di Mugunghwa - nastrino per uniforme ordinaria
Gran Maestro dell'Ordine al Merito della Fondazione Nazionale - nastrino per uniforme ordinaria
Gran Maestro dell'Ordine al Merito Civile - nastrino per uniforme ordinaria
Gran Maestro dell'Ordine al Merito Militare - nastrino per uniforme ordinaria
Gran Maestro dell'Ordine al Merito per Servizio - nastrino per uniforme ordinaria
Gran Maestro dell'Ordine al Merito della Sicurezza Nazionale - nastrino per uniforme ordinaria
Gran Maestro dell'Ordine al Merito del Servizio Diplomatico - nastrino per uniforme ordinaria
Gran Maestro dell'Ordine al Merito del Servizio Industriale - nastrino per uniforme ordinaria
Gran Maestro dell'Ordine al Merito del Servizio al Movimento Nuova Comunità - nastrino per uniforme ordinaria
  1. ^ (ad interim dal 10 luglio al 5 agosto)
  2. ^ (EN) South Korea's former president Roh Tae-woo dies at 88 - hospital, su reuters.com. URL consultato il 26 ottobre 2021.
  3. ^ Nell'onomastica coreana il cognome precede il nome. "Roh" è il cognome.
  4. ^ (EN) Clyde Haberman, Koreans Install a New President, in The New York Times, 25 febbraio 1988. URL consultato il 26 ottobre 2021.
  5. ^ (EN) Bushra Gohar, South Corea: road to democracy, in Pakistan Horizon, vol. 41, n. 2, aprile 1988, pp. 50-68, JSTOR 41394493. URL consultato il 25 febbraio 2022 (archiviato dall'url originale il 25 febbraio 2022).
  6. ^ (EN) Andrew Pollack, 2 Ex-Dictators Leave Korea Jails, Pardoned After 2 Years, in The New York Times, 23 dicembre 1997.

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Controllo di autoritàVIAF (EN105153033 · ISNI (EN0000 0004 3958 2589 · LCCN (ENn88012907 · GND (DE1045600954 · BNF (FRcb12146796p (data) · J9U (ENHE987007267146005171 · NDL (ENJA00178992