Meteorognostica

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La meteorognostica[1] o meteorognosìa[3] (dal greco antico μετέωρος?, metéōros, "eventi celesti»[2] " e γνῶσις, gnôsis, "conoscenza") si può considerare in un certo qual modo la versione "non scientifica" o "popolare" della meteorologia,[4] che si esprime attraverso le cosiddette regole meteorognostiche, vale a dire dei proverbi  – spesso in rima – del tipo «Rosso di sera, bel tempo si spera», «Una rondine non fa primavera» o «Candelora, candelora, de l'inverno semo fora».

Illustrazione di regole contadine da una collezione storica del 1515 (Biblioteca dell'Università di Mannheim)

Si tratta, infatti, della previsione dei fenomeni atmosferici legata alle credenze popolari, soprattutto contadine (per le esigenze del raccolto), basate non solo su antiche osservazioni di tipo astrologico ma anche sull'osservazione di vari fenomeni naturali (soprattutto della fauna e della flora oltre che atmosferici), e associate spesso ad un determinato periodo, stagione, mese, data, ecc.[5][6]

Le regole meteorognostiche, chiamate anche "proverbi meteorologici", erano tramandate oralmente e anche in seguito attraverso i cosiddetti "almanacchi" o "lunari meteorognostici",[7] la cui specifica funzione è quella di contenere delle previsioni per ogni singolo giorno dell'anno[8].

Per questo tipo di previsioni assumono particolare rilevanza alcune date – associate normalmente, nelle regole meteorognostiche al santo del giorno – considerate importanti anche per determinare il tempo dei giorni a venire e che fungono così da veri e propri "indicatori meteorologici". Questi giorni, che, secondo le superstizioni popolari, possono avere anche altri ruoli nella determinazione del destino (non solo in campo meteorologico), non hanno un vero e proprio nome in italiano, come ce l'hanno invece, ad esempio, in tedesco, dove vengono chiamati Lostage (lett.: «giorni del destino»").[9][6][10][11]

Sull'attendibilità delle regole meteorognostiche si può certamente dubitare, anche se - ovviamente - non è detto che le previsioni non si possano verificare. Bisogna poi aggiungere che, visti gli sconvolgimenti climatici verificatisi nel corso dei decenni, molte non sono più valide; altre “regole”, invece, fanno riferimento ancora al vecchio calendario giuliano, come ad esempio per il giorno di Santa Lucia, che era denominato «il giorno più corto che ci sia» prima della riforma del calendario gregoriano avvenuta nel 1582.[12][13]
In ogni caso, fino a qualche decennio fa, tali proverbi rappresentavano un importante punto di riferimento per chi viveva di agricoltura e doveva conoscere i giorni più adatti per la semina, il raccolto, ecc.

Di regole meteorognostiche (o proverbi meteorologici) se ne trovano nelle varie lingue: in inglese si chiamano weather proverbs o weather sayings, in spagnolo si chiamano proverbios meteorológicos, in tedesco Bauernregeln (lett. “regole contadine”) o Wetterregeln, in nederlandese weerspreuken, ecc. Molte sono corrispondenti anche da un Paese all'altro, altre non sono concordanti per via delle diverse condizioni climatiche a latitudini differenti.

Date e ricorrenze rilevanti

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Tra le date e/o ricorrenze che fungono da “indicatori meteorologici” (v. sopra) o che, perlomeno, assumono una certa rilevanza nelle concezioni meteorognostiche, ricordiamo:

Proverbi meteorologici

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  • Di maggio si dorme per assaggio
  • In maggio per vestirsi pesante ci vuole coraggio
  • Maggio dell'estate è già un grande assaggio
  • Maggio Maggione, non togliere il maglione
  • Maggio ventoso, anno generoso
  • Per Sant'Urbano, il frumento è fatto grano (25/5)
  • Se piove per l'Assensa (Ascensione), per quaranta dì non semo sensa
  • Di luglio, il temporale dura poco e non fa male
  • Luglio, dal gran caldo, bevi bene e batti saldo
  • Ogni pioggia di luglio incendia il cespuglio
  • Santa Madalena l'acqua se la mena (22/7)
  • Agosto annuncia l'inverno[15]
  • Alla prima pioggia d'agosto, ritira fuori il panno di lana da dove l'hai riposto
  • In agosto il sole tramonta prima
  • Pioggia d'agosto rinfresca il bosco
  • A settembre braghe di tela e meloni non sono più buoni
  • Se l'Arcangelo si bagna l'ale, piove fino a Natale (29/9)
  • Settembre caldo e asciutto, fa maturare ogni frutto
  • Ottobre è bello, ma tieni pronto l'ombrello
  • San Gallo, quaranta dì durallo (vale a dire “il tempo di questo giorno sarà lo stesso per i prossimi quaranta”) (16/10)
  • Dicembre nevoso, anno fruttuoso
  • Santa Bibiana, quaranta dì e una settimana (vale a dire “se piove in questo giorno, pioverà per altri quaranta”) (2/12)
  • San Nicolò, neve sui falò (6/12)
  • Santa Lucia, il giorno più corto che ci sia (13/12)
  • Se nevica a Natale, non nevica a Pasqua
  • Se piove il giorno di Natale, siamo senza sale (nel senso che l'acqua scioglie la neve)
  • O nelle Palme o nelle uova (vale a dire “o piove in questo giorno (Domenica delle Palme) o nella Domenica di Pasqua”)
  1. ^ Rino Cutuli e Marcello Poggi, Rosso di sera… Guida ai modi di dire, alle credenze e ai proverbi sul tempo, a cura di Mario Giuliacci, Milano, Alpha Test, 2011, p. 11.
  2. ^ a b Sull'antico significato di meteora, cfr. Meteora, in Dizionario delle Scienze Fisiche, Treccani, 2012.
  3. ^ Cfr. Marco Aurelio Marchi, Dizionario tecnico-etimologico-filologico, vol. 3, G. Pirola, 1841, p. 278., alla voce «meteorognosia», definita tra l'altro come «cognizione scientifica delle meteore», in cui la parola meteora significava anticamente qualunque fenomeno dell'atmosfera terrestre.[2]
  4. ^ Termine composto da un'etimologia simile, ossia da metéōros + lògos.
  5. ^ cfr. p. es. A.A.V.V., Brockhaus Enzyklopädie, Mannheim, 19. Auflage, 1986 - 1994, Bd. I, p. 646
  6. ^ a b Stegemann, Bauernregeln, in: Hoffmann – Krayer (a cura di), Handwörterbuch der deutschen Völkerkunde, Abt. I : Aberglaube, Walter de Gruyter & Co., Berlin – Leipzig, 1927 – 1942, Bd. I
  7. ^ Augusto Ferrari, Da un San Martino all'altro: l'anno del contadino visto nei santi di antica tradizione rurale vicentina, Editrice veneta, 2001, pp. 5-34, ISBN 978-88-8449-127-5. URL consultato il 19 maggio 2023.
  8. ^ cfr. p. es. Ferrari, Augusto, op. cit., p. 351 e segg.
  9. ^ cfr. p. es. Heiligenlexikon: Glossar > Bauernregeln Archiviato il 3 giugno 2009 in Internet Archive.
  10. ^ Alles über Lostage - Brauchtum von A - Z verständlich erklärt - Ein Service von www.brauchtumsseiten.de, su www.brauchtumsseiten.de. URL consultato il 19 maggio 2023.
  11. ^ Ferrari, Augusto, op. cit., p. 10
  12. ^ Alfredo Cattabiani, Santi d'Italia, RIZZOLI LIBRI, 9 ottobre 2013, ISBN 978-88-586-5711-9. URL consultato il 19 maggio 2023.
  13. ^ Massimo Montanari, La storia è servita Plus. vol. 1 Dal Medioevo al Seicento: Per il settore servizi per l'enogastronomia e l'ospitalità alberghiera, Gius.Laterza & Figli Spa, 1º luglio 2015, ISBN 978-88-421-1440-6. URL consultato il 19 maggio 2023.
  14. ^ a b 4 aprile, rischio pioggia secondo il detto popolare, su confinelive.it, 2019.
  15. ^ Nella versione siciliana il testo recita: Ûstu raûstu, capu d'imbernu (trad. ferragosto d'agosto capo di inverno)
  • Ferrari, Augusto, Da un San Martino all'altro, Editrice Veneta, Vicenza, 2001. ISBN 978-88-8449-127-5
  • Hoffmann – Krayer (a cura di), Handwörterbuch der deutschen Völkerkunde, Abt. I: Aberglaube, 10 voll., Walter de Gruyter & Co., Berlin – Leipzig, 1927 – 1942
  • Schwamenthal, Riccardo – Straniero, Michele L., Dizionario dei proverbi italiani, Rizzoli, Milano, 1991, 1993

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