Margaret Sixel

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Margaret Sixel al Festival di Cannes 2015.
Statuetta dell'Oscar Oscar al miglior montaggio 2016

Margaret Sixel (...) è una montatrice sudafricana naturalizzata australiana.

Nata in Sudafrica, studia montaggio all'Australian Film Television and Radio School, laureandovisi nel 1989.[1]

Nel 1984, mentre lavora come aiuto montatrice alla miniserie televisiva australiana The Last Bastion, fa la conoscenza di uno dei registi, George Miller, diventandone una collaboratrice abituale e, più tardi, la consorte. Negli anni successivi lavora come assistente al montaggio nei film Le ombre del pavone e Inferno in Vietnam, oltre che al missaggio dei dialoghi di Flirting di John Duigan.

Nel 1995, Sixel contribuisce creativamente allo sviluppo della trama di un altro progetto di Miller, Babe, maialino coraggioso; il regista le attribuirà il merito di aver definito la prima versione del film "troppo episodica e priva di tensione narrativa" e d'aver suggerito alcuni spunti narrativi poi presenti nella pellicola, come i topi canterini.[2]

Il suo primo film come montatrice è, nel 1994, un docu-drama sulla vita della santa australiana Mary MacKillop. Sarà poi montatrice di tre lungometraggi per il cinema di Miller: Babe va in città (1998), Happy Feet (2006), di cui contribuisce anche alla stesura della sceneggiatura e di quella del suo seguito, e Mad Max: Fury Road (2015).

Il montaggio di quest'ultimo comincia nel 2012. Interrogato sul perché avesse scelto proprio sua moglie per Fury Road, Miller ha notato come lei non avesse mai lavorato a un film d'azione prima, ma che, se questo fosse stato montato dal «solito team di omaccioni, sarebbe risultato simile a qualsiasi titolo che l'aveva preceduto».[3] Per via della mole della produzione, le sequenze del film venivano girate con più di 20 macchine da presa;[4] il risultato era una media giornaliera di 10-20 ore di riprese inviate dalle location a Sydney, dove si trovavano Sixel e il suo team di montaggio.[4] A lavorazione terminata, ha dovuto affrontare le 470 ore di girato, che ha impiegato tre mesi solo a visionare.[3][4] Nel corso dei due anni seguenti ha lavorato dieci ore al giorno e sei giorni su sette, fino a raggiungere superare al suo staff le 6000 ore passate in cabina di montaggio.[3] La versione finale del film, lunga 120 minuti, contiene oltre 2700 stacchi, più del doppio dei 1200 del precedente capitolo della serie, Interceptor - Il guerriero della strada, che però ne durava 90.[5] Per il suo lavoro su Fury Road, Sixel ha ricevuto l'Oscar al miglior montaggio.

È sposata dal 1995 col cineasta australiano George Miller, con cui ha due figli.[2][6] Ha affermato che essere sposati li aiuta anche in ambito lavorativo, in quanto: «il 98% delle volte siamo d'accordo sulle scelte da prendere, il che è importante perché, quando si è in cabine di montaggio e non si è in sintonia [...] è veramente facile andare nella direzione sbagliata».[6]

Riguardo al suo essere montatrice, Sixel ha dichiarato che non considera il proprio sesso parte rilevante nel processo di montaggio.[6] In un'intervista, ha dichiarato di «lavorare con un gran numero di uomini in cabina di montaggio. Semplicemente, non ci si pensa [...] Non mi sento molto "femminile" in questo campo».[6] Ha poi puntualizzato che un quarto del suo staff è composto da donne.[6]

Riconoscimenti

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  1. ^ (EN) Graduate profile, su aftrs.edu.au, Australian Film Television and Radio School. URL consultato il 4 ottobre 2015 (archiviato dall'url originale l'8 ottobre 2015).
  2. ^ a b (EN) Brook Turner, Curious George [collegamento interrotto], in The Australian Financial Review, maggio 2007, pp. 26–38. URL consultato il 5 ottobre 2015.
  3. ^ a b c Filmato audio (ENFR) Festival di Cannes, Press Conference of Mad Max with George MILLER, Charlize Theron, Tom Hardy, Nicholas Hoult, Doug Mitchell, su YouTube, 14 maggio 2015. URL consultato il 14 ottobre 2015.
  4. ^ a b c (EN) Editor Margaret Sixel Drives Mad Max: Fury Road to Success with Avid Everywhere, su Avid Technology. URL consultato il 14 ottobre 2015.
  5. ^ (EN) With ‘Mad Max: Fury Road,’ director George Miller tops his action classic ‘The Road Warrior’, in The Miami Herald. URL consultato il 14 ottobre 2015.
  6. ^ a b c d e (EN) Margaret Gardiner, 'Mad Max: Fury Road' - Stop the Presses! A Woman Edits an Action Film, su huffingtonpost.com, Huffington Post, 19 maggio 2015. URL consultato il 5 ottobre 2015.
  7. ^ (EN) AACTA Awards 2015: First Round Goes To Mad Max: Fury Road, su m.smh.com.au, The Sydney Morning Herald, 30 novembre 2015. URL consultato il 4 dicembre 2015.
  8. ^ (EN) AACTA Awards 2015: Mad Max Fury Road wins best film and director, su news.com.au, 9 dicembre 2015. URL consultato il 9 dicembre 2015.
  9. ^ Andrea Francesco Berni, Oscar 2015: Spotlight trionfa ai premi della critica di New York, Boston e Los Angeles, su badtaste.it, 7 dicembre 2015. URL consultato il 7 dicembre 2015.
  10. ^ (EN) 2015 San Francisco Film Critics Circle Awards, su sffcc.org, San Francisco Film Critics Circle, 13 dicembre 2015. URL consultato il 13 dicembre 2015 (archiviato dall'url originale il 24 marzo 2016).
  11. ^ (EN) SAN FRANCISCO FILM CRITICS AWARD WINNERS ANNOUNCED, su editorial.rottentomatoes.com, Rotten Tomatoes, 13 dicembre 2015. URL consultato il 14 dicembre 2015.
  12. ^ Federico Boni, Wafca Award 2015, le nomination - dominano Mad Max: Fury Road e Carol, su cineblog.it, 6 dicembre 2015. URL consultato il 6 dicembre 2015.
  13. ^ (EN) D.C. Film Critics Shine a 'Spotlight' on Award Winners, su prnewswire.com, 7 dicembre 2015. URL consultato il 7 dicembre 2015.

Collegamenti esterni

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