Gilbert Sheldon

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Gilbert Sheldon
arcivescovo della Chiesa anglicana
Gilbert Sheldon ritratto da Sir Peter Lely nel 1665
 
Incarichi ricoperti
 
Nato19 giugno 1598 a Stanton
Ordinato diacono23 maggio 1624
Nominato vescovo21 settembre 1660
Nominato arcivescovo11 agosto 1663
Consacrato vescovo28 ottobre 1660
Elevato arcivescovo31 agosto 1663
Deceduto9 novembre 1677 (79 anni) a Lambeth Palace
 

Gilbert Sheldon (Stanton, 19 giugno 1598Lambeth, 9 novembre 1677) è stato un arcivescovo anglicano e teologo inglese, arcivescovo di Canterbury dal 1663 fino alla sua morte.

Nato a Stanton, nello Staffordshire,[1] studiò al Trinity College dell'Università di Oxford, dove conseguì la laurea trienneale nel 1617 e la magistrale nel 1622. Dopo essersi trasferito a Cambridge, nel 1622 fu eletto fellow dell'All Souls College, dove conseguì il Bachelor of Divinity (1628) e il Doctor of Divinity (1634). Parallelamente all'attività accademica, nel 1622 fu ordinato sacerdote.

La sua scalata delle gerarchie ecclesiastiche fu rallentata dalla guerra civile: fedelissimo al re, Sheldon fu brevemente imprigionato dai Parlamentaristi a Wallingford Castle nel 1648 e nei dodici anni seguenti mantenne un profilo basso, vivendo con amici nel Derbyshire, Staffordshire, Nottinghamshire e Glamorgan, dedicandosi al soccorso dei poveri e alla raccolta di soldi per Carlo II, all'epoca in esilio.

Il 21 settembre 1660 fu nominato vescovo di Londra, venendo eletto ufficialmente il 9 ottobre, confermato il 23 ottobre e consacrato ufficialmente il 28 dello stesso mese all'Abbazia di Westminster. Come di consuetudine per i vescovi di Londra, fu nominato anche decano della Cappella reale. Dato che l'arcivescovo di Canterbury dell'epoca, William Juxon, era anziano e infermo, Sheldon lo coadiuvò e ne assunse numerose mansioni, occupandone anche il posto nel concilio privato. Il suo pensiero politico e teologico ispirò l'Atto di uniformità del 1662.

Dopo la morte di Juxon, Sheldon fu eletto arcivescovo di Canterbury l'11 agosto 1663, assumendone le mansioni dal 31 agosto prima di essere consacrato ufficialmente il 7 settembre.[2] Come primate d'Inghilterra, mostrò sempre grande interesse per la sua alma mater, l'Università di Oxford, di cui fu rettore dal 1667 al 1669.[3] Perse peso politico e favore presso il re dopo la caduta in disgrazia di Edward Hyde, I conte di Clarendon nel 1667 e il rapporto con Carlo II deteriorò ulteriormente a causa delle accuse di libertinismo mosse al regnante da parte dell'arcivescovo.[4] Inoltre si oppose anche alla dichiarazione di Indulgenza promulgata da Carlo nel 1672.

Morì a Lambeth Palace nel 1677.

Genealogia episcopale

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La genealogia episcopale è:[5]

  1. ^ O, per altri, ad Ashbourne.
  2. ^ (EN) Edward Carpenter, Cantuar: The Archbishops in Their Office, A&C Black, 1º gennaio 1997, ISBN 978-0-264-67449-0. URL consultato il 5 febbraio 2024.
  3. ^ (EN) conte Lorenzo Magalotti e W. E. K. Middleton, Lorenzo Magalotti at the Court of Charles II: His Relazione D’Inghilterra of 1668, Wilfrid Laurier Univ. Press, 10 novembre 1980, p. 49, ISBN 978-0-88920-095-1. URL consultato il 5 febbraio 2024.
  4. ^ (EN) Tim Harris, Restoration: Charles II and His Kingdoms, 1660-1685, Penguin UK, 26 gennaio 2006, ISBN 978-0-14-192674-2. URL consultato il 5 febbraio 2024.
  5. ^ (EN) John Bainbridge Smith, English Orders: Whence Obtained, Skeffington, 1893. URL consultato il 5 febbraio 2024.

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Collegamenti esterni

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