Diocesi di Elusa

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Elusa
Sede vescovile titolare
Dioecesis Elusana
Patriarcato di Gerusalemme
Sede titolare di Elusa
Planimetria della cattedrale di Elusa
Vescovo titolaresede vacante
IstituitaXVIII secolo
StatoIsraele
Diocesi soppressa di Elusa
Elusana seu Eleusina
Suffraganea diPetra
Eretta?
Soppressa?
Dati dall'annuario pontificio
Sedi titolari cattoliche
Mappa della metropolia di Petra.
Resti di una chiesa bizantina a Nessana, nel deserto del Negev.
Resti di una chiesa bizantina a Shivta.

La diocesi di Elusa (in latino: Dioecesis Elusana seu Eleusina) è una sede soppressa e sede titolare della Chiesa cattolica.

Elusa, identificata con Al-Khalasa nel deserto del Negev, 23 km a sud ovest di Be'er Sheva in Israele[1], è un'antica sede vescovile della provincia romana della Palestina Terza nella diocesi civile d'Oriente. Faceva parte del patriarcato di Gerusalemme ed era suffraganea dell'arcidiocesi di Petra.

Secondo una tradizione, riportata da Eusebio di Cesarea, Elusa fu evangelizzata da sant'Ilarione nel IV secolo. Più probabilmente, come sembrano testimoniare gli scavi archeologici, il vangelo venne introdotto in Elusa attraverso l'azione missionaria dei monaci. Nella prima metà del VI secolo visse ad Elusa l'eremita Paolo, che vi scrisse la vita di san Teognio di Bitilio, morto nel 522. Nel 570 la città fu visitata dal pellegrino noto con il nome di "Anonimo di Piacenza", il quale venne a conoscere diverse storie edificanti dal vescovo di Elusa. Nel VII secolo Giovanni Mosco riferisce dell'esistenza di una lavra di monaci.

Nella vita di san Nilo del Sinai è menzionato un anonimo vescovo di Elusa, che consacrò sacerdote l'eremita dopo che il figlio di questi ebbe salva la vita; è il primo vescovo di Elusa, secondo la cronotassi riportata da Le Quien. I concili e i sinodi dell'epoca riportano i nomi di altri vescovi di Elusa: Teodolo (noto anche con il nome arabo di Abdellas o Ampella), che prese parte al concilio di Efeso del 431; Areta, che partecipò al concilio di Calcedonia nel 451; Pietro, che nel 518 sottoscrisse la lettera sinodale del patriarca Giovanni di Gerusalemme contro Severo di Antiochia; Zenobio, che nel 536 firmò gli atti del sinodo convocato dal patriarca Pietro contro Antimo di Costantinopoli e che vide riuniti assieme i vescovi delle Tre Palestine.

Alcune iscrizioni scoperte a Shivta (la bizantina Soubaita o Sobata) hanno restituito i nomi di altri due vescovi: Giorgio, la cui iscrizione è datata al 639/640,[2] e Tommaso, la cui iscrizione è databile o al 517 o al 607.[3] Nel sito di Nessana, ricco di antiche chiese bizantine, altre iscrizioni mosaicate riportano i nomi di due vescovi: Teodoro, la cui iscrizione è datata tra 574 e 578;[4] e Vittore.[5] Gli scavi archeologici a Elusa hanno evidenziato l'esistenza di una grande chiesa a tre navate con tre absidi, che potrebbe corrispondere all'antica cattedrale.

Dal XVIII secolo Elusa è annoverata tra le sedi vescovili titolari della Chiesa cattolica; la sede è vacante dal 28 luglio 1964.

Vescovi greci

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  • Anonimo † (menzionato nel 400 circa)
  • Teodolo (Abdellas) † (menzionato nel 431)
  • Areta † (menzionato nel 451)
  • Pietro † (menzionato nel 518)
  • Zenobio † (menzionato nel 536)
  • Teodoro † (menzionato nel 574/8)
  • Vittore †
  • Tommaso † (menzionato nel 517 o nel 607)
  • Giorgio † (menzionato nel 639/640)

Vescovi titolari

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  1. ^ The Princeton Encyclopedia of Classical Sites.
  2. ^ (EN) Shivta - South Church, A Digital Corpus of Early Christian Churches and Monasteries in the Holy Land, Institute of Archaeology at the Hebrew University of Jerusalem.
  3. ^ (EN) Shivta - St. George (North Church), A Digital Corpus of Early Christian Churches and Monasteries in the Holy Land, Institute of Archaeology at the Hebrew University of Jerusalem.
  4. ^ (EN) Nessana - Northern slope monastery, A Digital Corpus of Early Christian Churches and Monasteries in the Holy Land, Institute of Archaeology at the Hebrew University of Jerusalem.
  5. ^ (EN) Nessana - Central Church, A Digital Corpus of Early Christian Churches and Monasteries in the Holy Land, Institute of Archaeology at the Hebrew University of Jerusalem.

Collegamenti esterni

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