Utente:Lucky-V/Sandbox

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Rapporto confidenziale
Titolo originaleConfidential Report
Durata120'
Dati tecniciB/N
Regia{{{regista}}}

Quarto Potere è il primo lungometraggio diretto da Orson Welles.

Il film è liberamente ispirato alla vita del magnate statunitense William Randolph Hearst. Uscito nelle sale il 1° maggio 1941, Quarto Potere è ormai divenuto una pietra miliare nella storia del cinema, ampiamente discusso ed analizzato sia dalla critica sia dal pubblico di tutto il mondo.

Con Quarto Potere, Orson Welles scardina le pratiche del cosiddetto 'cinema delle origini' rifondando, di fatto, le tecniche della ripresa cinematografica. Rielaborando meccanica, ottica e illuminotecnica ricostruisce, e migliora, lo stile di maestri del 'primo cinema' come D. W. Griffith (autore de La nascita di una nazione) dai quali trae ispirazione e suggestioni. Welles fonde in modo magistrale, elementi eterogenei del teatro e del cinema ricostruendo il punto di vista dello spettatore con inquadrature virtuose e mai osate fino a quel momento.

In particolare è evidente l'uso espressionistico delle luci e delle ombre - si pensi a Fritz Lang -che rivela l'influenza esercitata su Welles dal cinema tedesco e russo.

Ma l'aspetto più innovativo del film è costituito dall'invenzione e utilizzo del cosiddetto deep focus. Tecnica che permette a tutto ciò che appare nell'inquadratura, sia in primo piano che sullo sfondo, di essere costantemente a fuoco. Questo effetto visivo fu studiato e approfondito grazie al genio del leggendario direttore della fotografia Gregg Toland, che ricorse a speciali lenti e ad una potentissima illuminazione del set.

Il boicottaggio

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Il film subì sin dalla sua uscita nelle sale il boicottaggio di William Randolph Hearst, che riuscì a limitarne la circolazione, impedendo che venisse recensito o anche solo menzionato da tutti i giornali e le radio di sua proprietà. Inoltre offrì alla RKO 800.000 dollari affinché la pellicola venisse distrutta ed i negativi bruciati. La RKO non cedette ed il film ottenne numerose nomination ma il premio Oscar solo per la migliore sceneggiatura originale. Dal punto di vista commerciale il film non fu certo un successo, e questo si deve al boicottaggio della stampa di Hearst, anche se i risultati del botteghino furono meno disastrosi di quanto voci successive hanno fatto credere per lungo tempo. È però indubbio che la posizione di Welles alla RKO ne uscì fortemente indebolita.

Solo a partire dagli anni Cinquanta la critica mondiale iniziò a considerare Quarto Potere un capolavoro. Da allora la fama del film non cessò la sua ascesa: l'American Film Institute lo annovera al primo posto nella classifica dei migliori cento film di tutti i tempi; il National Film Registry lo ha selezionato tra i film di cui debba essere garantita la conservazione e la trasmissione ai posteri; dal 1962 al 2002 è stato in cima alla classifica dei migliori film di tutti i tempi realizzata, ricorrendo alla consultazione di critici cinematografici di tutto il mondo, dalla prestigiosa rivista inglese Sight and Sound.

Inizio del film

{{trama}} Prodotto nel 1941 il film narra dell'incapacità di amare di Charles Foster Kane (interpretato da Welles). Kane è in grado di amare "solo alle sue condizioni" con la conseguenza che egli fa il vuoto attorno a sé e muore abbandonato da tutti all'interno della sua gigantesca residenza (Xanadu), fatta erigere per celebrare la propria grandezza.

Il film si apre con la morte di Kane, immediatamente seguita da un cine-notiziario dedicato alla vita pubblica del magnate. Il notiziario non soddisfa, però, il direttore della testata che chiede ai suoi giornalisti di indagare ancora nel passato di Kane per comprendere il significato dell'ultima parola da lui pronunciata prima di spirare: Rosabella (Rosebud).

Come ha acutamente osservato lo scrittore argentino Jorge Luis Borges in una recensione del 1941, il risultato è un "giallo metafisico" che ha ad oggetto una indagine psicologica ed allegorica degli aspetti più intimi e nascosti della personalità di un uomo attraverso le testimonianza di coloro che lo conobbero.

Welles, servendosi di una sequenza di flashback, mostra i frammenti della vita di Kane, quasi fossero i pezzi di un gigantesco puzzle (oggetto che metaforicamente appare più volte nel film). Allo spettatore è lasciato l'onere di ricomporre in tutta la sua complessità la personalità di Charles Foster Kane.

Ma si tratta di uno sforzo vano perché i frammenti della vita di Kane non permettono di comprenderne la segreta essenza, anche quando, alla fine del film, viene rivelato il significato delle sue ultime enigmatiche parole.

L'unica cosa che appare certa è che l'incapacità di amare di Kane deriva dal trauma, subito durante l'infanzia, dell'allontamento dai genitori. Affidato ad un uomo d'affari, incaricato di amministrare il suo smisurato patrimonio, Kane viene privato dell'amore familiare. Da adulto concepirà l'amore come possesso, e non come dono, e ciò lo condurrà inesorabilmente alla disperazione ed all'isolamento.

Nel 1941 vinse l'Oscar alla migliore sceneggiatura originale, scritta da Orson Welles ed Herman J. Mankiewicz. Ma ebbe anche nomination per il miglior film, il miglior attore protagonista, la migliore scenografia, la migliore fotografia, il miglior regista, il miglior montaggio, la migliore colonna sonora ed il miglior montaggio sonoro.

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