Operazione coperta

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Un'operazione coperta (in inglese covert operation), nel gergo dello spionaggio, indica un'operazione segreta volta a cambiare le condizioni politiche di uno stato estero[1].

Caratteristiche

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In queste attività l'azione stessa, o il soggetto (il più delle volte, uno stato) mandante, o l'identità dell'agente devono rimanere segrete, dissimulate sotto diversa apparenza. Hanno una molteplicità di funzioni e scopi, soprattutto politici, per evitare la compromissione degli attori e l'esposizione all'opinione pubblica, che potrebbero portare a conseguenze non volute.

Tra gli addetti ai lavori, si è soliti classificare le covert operations in quattro principali categorie:

  1. Operazioni di propaganda, a sua volta distinta in bianca (la fonte della propaganda è palese), grigia (la propaganda non ha apparentemente alcuna fonte identificabile), nera (viene deliberatamente indicata alla pubblica opinione una falsa fonte della propaganda);
  2. Operazioni di tipo politico: viene fornito aiuto a forze politiche amiche del paese oggetto di attività[2], o per influenzare o pilotare operazioni politiche e/o elettorali;
  3. Operazioni di tipo economico: si cerca di mettere economicamente in crisi il paese considerato ostile[3];
  4. Operazioni di tipo paramilitare: implicano un intervento armato, sono quelle che presentano sotto ogni profilo il maggior margine di rischio, pertanto vengono considerate extrema ratio (come ad esempio un colpo di Stato organizzato).
  1. ^ Nel caso in cui siano rivolte invece all'interno dello stesso Stato che dispone del servizio segreto, si assoggettano a tutti i rilievi di costituzionalità espressi da Alessandro Pace, STATO COSTITUZIONALE E SEGRETO DI STATO: UNA COESISTENZA PROBLEMATICA, Giurisprudenza Costituzionale, fasc.5, 2015, pag. 1719.
  2. ^ Secondo Luigi Guarna, L'Italia degli anni Settanta vista da Washington: un nuovo strumento per la ricerca, Milano: Franco Angeli, Mondo contemporaneo: rivista di storia: 2, 2013, p. 167, alla base della decisione dell'amministrazione USA di non utilizzare questo mezzo in Italia nel 1969 "vi era la convinzione che quella italiana fosse ormai un’economia sufficientemente sviluppata e che, pertanto, il problema non fosse certo la disponibilità di risorse, quanto la qualità del governo espresso dai partiti. Si temeva inoltre il rischio di prestare il fianco alla propaganda comunista, nell’eventualità che l’operazione fosse stata scoperta. La conclusione era perciò che «there is no real justification for resumption of covert funding»".
  3. ^ "Il caso più rilevante per la potenza a stelle e strisce è stato sicuramente il Cile, per motivi che si possono facilmente intuire: il coinvolgimento del governo, dei servizi segreti e delle grosse compagnie statunitensi (come la ITT, Anaconda Copper Mine, etc.) riguardo al golpe di Pinochet, non ha avuto paragoni rispetto ad altri casi paese del Cono Sud. Gli interessi economici e sociopolitici erano enormi, e ben documentato il grado di partecipazione degli Stati Uniti, come ci ha provato ampiamente il dossier della commissione parlamentare avviata dal senatore Frank Church, e prima ancora di lui, alcuni cittadini progressisti che si trovavano a Santiago a seguire il singolare esperimento della Unidad Popular del socialista Salvador Allende" (Benedetta Calandra, We Cannot Remain Silent”. La società civile statunitense di fronte ai golpes latinoamericani (1964‐1975), RiMe: rivista dell'Istituto di Storia dell'Europa Mediterranea: 14, 1, 2015, p. 108, Cagliari: ISEM - Istituto di Storia dell'Europa Mediterranea, ISBN 978-88-97317-19-7 ISSN 2035-794X, DOI 10.7410/1163).

Voci correlate

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Collegamenti esterni

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