Urquhart

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Clan Urquhart
(GD) Urchardan
Un membro del clan Urquhart, illustrazione romantica d'epoca vittoriana[1]
RegioneHighland
ConteaRoss and Cromarty, Moray, Inverness
Pianta simboloErysimum (violacciocca)
Motto
Meane weil, speak weil and doe weil.
(Intendi bene, parla bene e fa' bene.)
Grido di guerraTrust and go forward.
(Abbi fede e va' avanti.)
Cimiero
Blasonatura: alla donna nuda al naturale, nascente da una coroncina, impugnante: una spada d'azzurro manicata di rosso nella mano destra, ed un arboscello di palma verde nella mano sinistra.
Tartan
Capo, armi e sede
Wilkins Fisk Urquhart, Ochanachar Mor, 28º Capo del Clan (colonnello dell'USAF in pensione)
Armad'oro, con tre teste di cinghiale recise, difese al naturale e lampassate d'azzurro.
Supportodue levrieri al naturale, collarinati di rosso e guinzagliati d'oro, su una terrazza, fiorita di violacciocche a quattro petali di giallo.
Badgeuna sirena al naturale, codata di rosso e crinita d'oro, tenente un'arpa dello stesso.[2]
Sede storicaCastello Craig (Black Isle)
Branche del clan
Cromarty, Meldrum (1741-1898), Byth, Craigston, Craighouse, Monteagle, Kinbeachie, Newhall, Braelangwell (1898-?), Burdsyards

Urquhart ([ˈɜrkərt] file audio; pronuncia scozzese: [ˈʌrkərt]) - in gaelico Urchardan, talvolta abbreviato in Urchard - è un cognome di origine scozzese, nonché un toponimo proprio di quattro distinte località della Scozia, la più famosa delle quali è il Castello di Urquhart, sul Loch Ness, che prende il nome dalla valle circostante e dalla vicina baia, antica dimora dell'omonimo clan (v. gli Urquhart di Cromarty), il quale ha col suo prestigio contribuito non poco all'affermarsi del cognome nella tradizione.[3]

Il termine ha origine nel VII secolo da Airdchartdan, abbreviato in Airchart, composto di air ("da" o "tramite", in gaelico) e chartdan ("selva" o "bosco"; v. cardden in gallese antico).[4]

  1. ^ Illustrazione di R.R. McIan (v. James Logan, The Clans of the Scottish Highlands, 1845).
  2. ^ Immatricolato presso la Corte del Lord Lyon il 16 aprile 1959 ed il 12 marzo 1999. Registro Leone: volume 43, pp. 44, 45 e 46; volume 83, p. 55.
  3. ^ Colin Mark, The Gaelic-English Dictionary, London, Routledge, 2006, p. 722, ISBN 0-203-22259-8.
  4. ^ Tabraham (2002), p. 16.

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